Per la tua pubblicità su questo sito


Wikipedia choc, cosa ne pensano i giuristi?

Wikipedia choc, cosa ne pensano i giuristi?

Si sta creando una sorta di 'diritto wiki-costituzionale' e di 'diritto wiki-amministrativo': l'enciclopedia libera della rete è oggetto di studio sociale ma anche normativo, con tutte le sue sfacetatture e i quasi 700 mila utenti registrati. Tu cosa ne pensi? Scrivi la tua opinione in fondo all'articolo!


La notizia dell’auto-sospensione di Wikipedia in segno di protesta per la discussione in Parlamento della norma sull’obbligo di rettifica dei siti web (nell’ambito del disegno di legge in materia di intercettazioni) non solo ha colto tutti di sorpresa, ma ha anche provocato uno smarrimento generale. Penso che a molti di noi durante queste giornate sia capitato, come tutti i giorni, di andare a consultare una voce in Wikipedia, e di fronte al “vuoto” ci siamo sentiti un po’ come se ci mancasse l’aria. A me è successo, e confesso che, quando ho scoperto che la versione per smartphone è ancora attiva, è stato come trovare una bomboletta d’ossigeno. Per questa ragione si può essere ottimisti sul fatto che la protesta possa avere efficacia, e in effetti già durante la prima giornata di sospensione la stampa ha dato notizia di un emendamento alla norma, in forza del quale l’obbligo di rettifica entro 48 ore vigerebbe solo per le testate registrate, e quindi non per il sistema wiki. Notizia che, per inciso, dà certamente sollievo ai wikipediani, ma lascia aperto il problema generale del disegno di legge nel suo complesso, e anzi non deve metterlo in ombra. In ogni caso, questo episodio ha riaperto la riflessione generale sul valore di Wikipedia, sul suo significato per la crescita culturale della nostra società, ma anche sui rischi di una sua sopravvalutazione, e quindi sul problema della sua concreta affidabilità. Qui ci limiteremo ad un profilo peculiare. Ciò che cercheremo di dimostrare è che Wikipedia, se pure deve essere giustamente esaminata con occhio iper-critico, e non esaltata aprioristicamente, tuttavia rappresenta per certo un’esperienza molto importante non solo per la nostra realtà sociale in generale, ma per il mondo dei giuristi in particolare.


Le certezze di Wikipedia
Per arrivare a sostenere questo, occorre almeno una importante considerazione di base: l’affidabilità di Wikipedia non costituisce solo una supposizione o un’ipotesi, ma è un dato accertato. È noto che uno studio pubblicato sulla rivista Nature del 2005 ha raffrontato, con metodo scientifico, i contenuti di Wikipedia e quelli dell’Enciclopedia Britannica, e ha dimostrato che, con riferimento alle voci a carattere scientifico, la quantità di errori è sì inferiore nella Britannica, ma di pochissimo: essa presenta in media tre errori per voce, mentre Wikipedia ne conta quattro. Certo, questo studio è riferito al sito in lingua inglese, ed esclude le voci a carattere non scientifico (per esempio quelle connesse a dibattiti ideologici), ma cosituisce comunque una legittimazione difficile da scardinare del sistema wiki come concezione complessiva. D’altra parte è significativo, e forse non scollegato da ciò, il fatto che a partire dal 2008 il sito web dell’Enciclopedia Britannica sia stato incentrato su una forte apertura all’invio di suggerimenti e contributi da parte dei lettori.


Open e commons: la legge di Wiki
Alla luce di questa considerazione generale, possiamo dunque restringere il campo, e cercare di capire perchè il progetto Wikipedia assume un interesse particolare per chi si interessa alle materie giuridiche. Le ragioni sono molte, ma qui ne osserviamo due. La prima è che Wikipedia rappresenta, in qualche modo, la “summa” di due realtà fondamentali del diritto della Rete, che sono l’open source e il creative commons. Normalmente esse appaiono simili ma distinte. L’open source riguarda la libertà di conoscere e modificare un codice-sorgente (per esempio, di apportare migliorie ad un software e ridistribuirlo); il creative commons attiene alla libertà di riprodurre un contenuto (per esempio un testo o un’immagine). In Wikipedia i due fenomeni si fondono in un unicum. Wikipedia è in regime di creative commons per chi la consulta, perché i termini contrattuali prevedono che le sue voci possano essere liberamente riprodotte e riutilizzate, citandone la fonte; essa però è anche in regime di open source (in senso lato) per chiunque voglia agire come utente attivo, accedendo alla sorgente delle pagine e modificando liberamente i contenuti. Ovviamente, è anche open source “in senso stretto”, perché il software alla base della realtà wiki (quello che permette di modificare le voci e gestire l’intero sistema) può essere liberamente riusato e riadattato, come effettivamente avviene con la gemmazione di numerose enciclopedie tematiche minori in Rete (celebre per esempio la LostPedia, interamente dedicata al serial americano “Lost”). Per chi studia, osserva o usa la contrattualistica dell’informazione in Rete, dunque, Wikipedia costituisce certamente l’exemplum più avanzato.


Comunità, democrazia, decisori: quasi 700 mila utenti registrati!
La seconda ragione per la quale Wikipedia può e deve interessare i giuristi, riguarda le persone. Attorno a Wikipedia si è creata la comunità dei c.d. wikipediani, ossia di coloro che partecipano attivamente al progetto, scrivendo e modificando le voci. È una comunità complessa e articolata: vi sono gli utenti comuni, che possono liberamente modificare i contenuti, e al di sopra di essi vi sono gli amministratori, che sono investiti di privilegi ulteriori a tutela della governabilità del sistema: hanno per esempio la possibilità di “bloccare” temporneamente le voci, ossia di impedirne le modifiche, qualora ripetuti interventi in sensi opposti le rendano fortemente instabili. Gli amministratori sono eletti fra i membri registrati dell’intera comunità degli utenti, con alcune limitazioni relative solo all’“anzianità” di permanenza e al numero di modifiche effettuate alle voci: per accedere all’elettorato passivo e attivo occorre avere operato almeno 500 interventi di modifica ai contenuti dell’enciclopedia. L’edizione italiana di Wikipedia conta attualmente 101 amministratori, su un totale di 637.730 utenti registrati, di cui 8.423 considerati attivi (cioé che hanno compiuto più di dieci interventi). Vi sarebbe molto altro da osservare, per esempio in relazione al sistema democratico che si attiva per la cancellazione delle voci ritenute “non encicloperiche”, la quale avviene attraverso referendum degli utenti, con alcune norme atipiche ma interessanti per il computo del quorum (i due terzi della media dei votanti delle ultime quatto elezioni concluse). Ovviamente non è questa la sede per approfondire l’analisi, ma si può osservare che attorno al questa realtà si sta creando in piccolo una sorta di “diritto wiki-costituzionale” e di “diritto wiki-amministrativo” che non può non interessare il giurista, e va oltre il mero divertissement, se si tiene conto della rilevanza esterna di quello che, lentamente, si avvicina ad essere assimilabile ad un servizio universale.


Daniele Marongiu
Ricercatore Universitario in diritto amministrativo - Cagliari
ARTICOLO TRATTO DA LEGGIOGGI.IT

Ti potrebbe interessare anche



Commenta l'articolo per primo!

Aumenta la dimensione del testo Diminuisci la dimensione del testo Stampa Invia a un amico
Segnala a un amico c

Questo articolo è stato inserito il 10/10/2011 nella categoria Scenari, letto 1903 volte

Tags: creative commons dato democrazia e gov e government legge leggi oggi normativa open source pa pubblica amministrazione sorgente trasparenza utente wiki wikipedia



  • Azienda Pubblica

    Azienda Pubblica Teoria ed esperienze di management
  • Comuni d'Italia

    Comuni d'Italia Rivista bimestrale di approfondimento giuridico
  • La Finanza locale

    La Finanza locale Rivista mensile di contabilità e tributi degli Enti Locali e delle Regioni
  • Appalti & Contratti

    Appalti & Contratti Approfondimento sulla contrattualistica pubblica
chiudi x

Iscriviti alla newsletter di egovnews

Inserisci il tuo indirizzo di posta elettronica e clicca su Iscriviti


Ho letto l'informativa e acconsento al trattamento dei dati

NOTA INFORMATIVA SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI EX ART 13 D.LGS. 196/2003 E RICHIESTA DI CONSENSO AL TRATTAMENTO

Maggioli SpA, titolare del trattamento, si propone di gestire il servizio nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei dati personali. Al proposito intende con questa nota, fornire a tutti gli utenti un'informativa sulle modalità e finalità del trattamento dei dati personali in conformità a quanto previsto dall'art. 13 del D.Lgs n. 196 del 30.06.2003. I dati personali forniti dagli utenti verranno trattati elettronicamente e/o manualmente da Maggioli SpA, Via del Carpino 8 - 47822 Santarcangelo di Romagna (RN), titolare del trattamento, per tutte le finalità correlate alla prestazione del servizio. Inoltre, previo suo consenso, i suoi dati saranno trattati dalla nostra società e dalle società del Gruppo Maggioli per l'invio di materiale promozionale inerente i nostri prodotti o servizi o quelli di società clienti del Gruppo Maggioli. L'indicazione della email deve essere fatta con cura in quanto necessaria per ricevere il servizio, i dati a corredo vengono chiesti per targettizzare gli invii informativi. I suoi dati non saranno diffusi. I suddetti dati potranno essere comunicati a soggetti pubblici, in aderenza ad obblighi di legge e a soggetti privati per trattamenti, funzionali all'adempimento del contratto, quali: nostra rete agenti, società di informazioni commerciali, professionisti e consulenti. I suoi dati potranno essere comunicati a soggetti terzi nostri clienti, che li tratteranno in qualità di autonomi titolari del trattamento secondo la definizione contenuta nel D.lgs 196/2003. Tali dati saranno trattati dai nostri dipendenti e/o collaboratori, incaricati al trattamento, preposti ai seguenti settori aziendali: editoria elettronica, mailing, marketing, CED, servizi Internet, fiere e congressi. L'utente potrà esercitare ogni ulteriore diritto previsto dall'art. 7 del D.Lgs 196 del 30.06.2003 che di seguito integralmente si riporta: "1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. 2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione: a) dell'origine dei dati personali; b) delle finalità e modalità del trattamento; c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici; d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'art. 5 comma 2; e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello stato, di responsabili o incaricati. 3. L'interessato ha diritto di ottenere: a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati; b) la cancellazione, la trasformazione, in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettera a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di colori ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento di rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte: a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorchà pertinenti allo scopo della raccolta; b) al trattamento dei dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. "Compilare il form con i propri dati con conseguente dichiarazione espressa di aver letto e accettato questa informativa, autorizza la Maggioli spa e le società del Gruppo Maggioli al trattamento dei suoi dati per le finalità correlate alla prestazione del servizio e per l'invio di materiale promozionale, anche da parte di soggetti terzi nostri clienti, secondo le modalità illustrate nell'informativa. L'utente potrà esercitare ogni diritto previsto dal citato art. 7 con la semplice risposta alla e-mail ricevuta.