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Quando il design incontra i contenuti digitali della PA

Quando il design incontra i contenuti digitali della PA

Le nuove tecniche di visualizzazione aiutano proprio in questo, nel rendere più semplice la comprensione di ciò che è complesso, cioè il mondo dei Big Data che ci sta attorno, trasferendo parte della complessità all’interno degli strumenti stessi di visualizzazione


Il design ha una storia recente rispetto alle arti e all'architettura. Le sue origini risalgono all'inizio dell'industrializzazione, quando gli oggetti sono diventati replicabili. La sua evoluzione è legata all’evoluzione del binomio forma-funzione. Il design si è separato dall'arte e dall'architettura per gradi, avvicinandosi alla tecnica, ma portandole un approccio nuovo. Si è manifestata prima negli oggetti tangibili, riproducibili in serie, quelli legati all'evoluzione della tecnologia. Dopo gli arredi e gli oggetti di uso quotidiano nelle case, è entrata nei mezzi di trasporto, negli elettrodomestici, per poi approdare nel mondo dell'informatica. Qui ha trovato un grande maestro e genio in Steve Jobs. Poiché l'informatica non è solo hardware, ma anche software, in questo campo il design ha fatto un altro salto fondamentale: il passaggio dagli oggetti reali a quelli virtuali. Il web designer è quindi un designer dell'Intangibile.


Visualizzare a seconda degli obiettivi
Tra gli aspetti che più erano rimasti impermeabili al fascino del design vi era la statistica. Qualche anno fa erano circolati diversi articoli in cui si lamentava il ritardo accumulato in questo campo dal punto di vista della presentazione dei risultati. Nell'ultimo periodo però si è recuperato il tempo perduto. Grazie alle innovazioni che sono arrivate dal mondo della visualizzazione, quello che è stato per lungo tempo un territorio per adepti, si sta rapidamente trasformando in uno spazio adatto anche ai meno esperti. Le novitá maggiori sono la possibilità di rappresentare la dinamicitá dell'evoluzione temporale, la disponibilitá di rappresentazioni grafiche innovative, l'abbinamento tra il disegno manuale e le possibilità di rielaborazione grafica. Per ottenere buoni risultati nella visualizzazione delle informazioni é fondamentale la figura del designer, così come lo é quella dell’esperto dei dati. Esistono comunque diversi utilizzi delle tecniche di visualizzazione dell’informazione, a seconda del fine.
Esiste un utilizzo comunicativo, divulgativo, per il quale l’obiettivo è facilitare la comprensione di fenomeni a soggetti meno esperti. In questo caso si utilizzano infografiche statiche che riassumono il fenomeno in un colpo d’occhio. A volte però, accanto alla rappresentazione grafica del dato è utile affiancare una narrazione testuale, scritta o parlata. Nasce così il data storytelling. E nascono racconti multimediali come quelli prodotti da Hans Rosling, il guru della statistica che ha reso comprensibili ai più moltissimi fenomeni in precedenza considerati specialistici. In altri casi l’obiettivo è quello di fornire un supporto per la conoscenza a soggetti già esperti. In questo caso gli strumenti di visualizzazione diventano strumenti di mining visuale, che consentono la percezione più immediata di fenomeni complessi ed una  curva di conoscenza più veloce.


Novità ed eccellenze: l'importanza del lavoro di gruppo
Nella conferenza internazionale “Visualizing information in complex environment”, svoltasi a Torino il 17 e 18 novembre 2011, si è fatto il punto sui progressi della visualizzazione delle informazioni in campi in cui la complessitá è elevata. Si è perciò entrati nei terreni tipici della pubblica amministrazione, dove il policy maker ha a che fare con fenomeni complessi, quali le dinamiche dei territori, dell'ambiente, le interazioni sociali.
Come dice Donald. Norman nel libro “Living with complexity”, la complessità è diversa dalla complicazione. Un oggetto è complesso se è articolato in molteplici componenti, ma l’oggetto diventa “semplice” se ne comprendiamo o ne modelliamo le parti o il principio che le aggrega. Un oggetto invece è complicato se la sua funzionalità è cervellotica  e confusa, cioè se è mal disegnato. Nel libro si parla della legge di Tessler sull’irriducibilità della complessità, secondo la quale la complessità di un oggetto funzionale è sempre la stessa, ma questa complessità può essere esterna o interna. E’ interna, quando riusciamo a rendere l’oggetto più semplice per l’utente, rendendo quindi più complesso il suo interno: la complessità viene quindi trasferita dalla persona all’infrastruttura. Le nuove tecniche di visualizzazione aiutano proprio in questo, nel rendere più semplice la comprensione di ciò che è complesso, cioè il mondo dei Big Data che ci sta attorno, trasferendo parte della complessità all’interno degli strumenti stessi di visualizzazione. Naturalmente non basta la visualizzazione, ma servono anche tecniche di modellizzazione dei fenomeni. Nella conferenza internazionale sopracitata sono stati presentati esempi inglesi, francesi, spagnoli, italiani e si è discusso in tavole rotonde sui diversi aspetti della visualizzazione, da quelli legati al territorio e alle cittá, quelli delle rappresentazioni 3D, infine il tema della rappresentazione dei dati nel mondo della comunicazione e del giornalismo. In tutte le occasioni si è sottolineata l'importanza del “Meltin’Pot“ delle competenze, quelle scientifiche, da policy maker, da creativo, da informatico.


Eccellenze piemontesi
Anche il Piemonte, regione che ha ospitato il meeting, ha presentato numerose esperienze ed eccellenze: i lavori di Fondazione ISI nell'ambito di numerosi progetti di ricerca europei (come Epiwork, GLEaMviz, SocioPatterns), le attività di IRES Piemonte all’interno del progetto Assyst, le esperienze del Politecnico di Torino nel progetto FuturICT. Il CSI Piemonte ha invece presentato in team con la Regione Piemonte e con il Politecnico di Milano (Density Design Lab) un lavoro di data storytelling al quale hanno collaborato figure con esperienze diverse (policy maker, designer ed esperti di dati pubblici). Partendo dai dati degli ultimi 5 censimenti dell’agricoltura si è lavorato per produrre un racconto divulgativo dal titolo “Aziende e vigneti  in Piemonte: 50 anni  di storia”. Il racconto è stato pubblicato nella sezione “Dai dati ai racconti” della nuova area del sito CSI-Piemonte denominato Piemonte in Pillole. Questa sezione è nata per portare alla luce i grandi tesori di conoscenza che ci sono nella Pubblica Amministrazione, andando idealmente oltre la pubblicazione dei dati pubblici, cercando di trasformare (e pubblicare) i saperi specialistici della Pubblica Amministrazione in saperi comuni.



Negli ultimi 30 anni gli enti locali piemontesi che hanno aderito al Consorzio per i Sistemi Informativi (Csi-Piemonte) hanno percorso una lunga strada per valorizzare il proprio patrimonio informativo. Partendo dalla costruzione di proprie banche dati, negli anni più recenti le amministrazioni pubbliche hanno compreso l'opportunità di pubblicare in modo aperto il prezioso tesoro che hanno accumulato. I nuovi strumenti di visualizzazione dei dati consentiranno di migliorare il processo di conoscenza e comprensione, non solo all'interno del mondo pubblico, ma anche da parte della cittadinanza
(Giuliana Bonello, Practice Manager, CSI-Piemonte)


Link
http://www.csipiemonte.it/cms/piemontefacile/piemonte-in-pillole.html

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Questo articolo è stato inserito il 20/12/2011 nella categoria content management system, letto 8432 volte

Tags: big data csi piemonte dati design e gov e government grafica informatica informazioni ires piemonte pa politecnico milano pubblica amministrazione regione piemonte rete steve jobs virtualizzazione



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